Come funziona la Riflessologia Plantare?

November 15, 2017

 

Premessa

La riflessologia plantare è una pratica  che affonda le sue radici nella Medicina Tradizionale Cinese e che consiste in un massaggio del piede e nella stimolazione dei suoi punti. Questa stimolazione, attraverso i meridiani,  rivitalizza i diversi organi del corpo e l’intero organismo, attivando la capacità di auto-guarigione. Da questa disciplina di base sono nati diverse tecniche, tra cui la riflessologia olistica plantare di cui si parla in questo articolo.

Una storia di riflessologia plantare

Desidero che leggendo questo articolo tu abbia l’impressione di avermi lì davanti a te a raccontare questa meravigliosa storia che parla della riflessologia olistica plantare.
Nel 2013 lavoravo in tutt’altro ambito e la mia divisa era una giacca, una camicia, una cravatta e nonostante percepissi che la Vita fosse altro rispetto ad una ventiquattro ore ed un cartellino presenze da timbrare, mai avrei immaginato di ritrovarmi dopo qualche mese dello stesso anno a toccare piedi.

Per me i piedi erano “quella parte del corpo con un costante cattivo odore nonostante le creme, le pomate, il sapone a pH neutro” e toccarli non mi entusiasmava, ma grazie ad una persona per me molto preziosa tutto cambiò.

Partecipò ad una conferenza sulla riflessologia e quando me ne parlò al suo ritorno vidi l’entusiasmo e la gioia nei suoi occhi e mi dissi  “Stefano è arrivato il momento di fare ciò che ti piace fare”

Da lì in poi, fino ad oggi, ho vissuto un graduale crescendo di questa meravigliosa avventura che mi permette di massaggiare il mondo.

Una tecnica in 4 parole: riflessologia olistica plantare armonica

Ecco adesso potrei spiegarti tutti i tipi di riflessologia esistenti sulla Terra, trasformando questa storia in un trattato noioso e tecnico ed, invece ho il desiderio di raccontarti la riflessologia che ho scoperto quel primo giorno del primo corso seguito nel 2013.

Partiamo da 4 parole: Riflessologia Olistica Plantare Armonica.

Riflessologia

Mettiamo che sei in una stanza buia con una torcia e supponiamo anche che tu sappia che di fronte a te c’è uno specchio fissato alla parete.
Nel momento in cui accendi la torcia puntandola sullo specchio cosa succede?
La luce andrà a sbattere contro lo specchio riflettendosi nella stanza intera illuminandola e facendo sparire il buio.
Il procedimento per la riflessologia è lo stesso: la stanza buia è la disarmonia (volgarmente detta malattia), la torcia è il tipo di tecnica scelta (in questo caso i massaggi olistici: decontratturante, linfodrenante, plantare, metamorfico, metamerico) e lo specchio è il punto del corpo che si decide di massaggiare (piedi, viso, schiena, ghiandole linfatiche, muscoli e tendini, corpo intero).

Il riflesso proveniente dal massaggio andrà ad irradiarsi sull’intero corpo, anche nei punti dove le mani del massaggiatore ancora non sono arrivate. Oltre a questa esemplificazione fisica ci viene in aiuto anche la psicologia che definisce la riflessologia “la dottrina che studia i riflessi nervosi ed anche mentali (ad un input A corrisponde una risposta A).

Olistica

Letteralmente questa parola deriva dal termine greco olos = tutto/intero.

Ricordi la torcia? Se la accendiamo al buio illuminerà tutta la stanza oppure no? Certo che si, magari non riusciremo a distinguere tutti gli oggetti nella stessa maniera, ma il fascio di luce toccherà tutti i punti della stanza. La riflessologia funziona esattamente nella stessa maniera: toccando un singolo punto del corpo, una porzione piccolissima come può essere la punta del naso o un linfonodo, verrà stimolato prima di tutto il sistema nervoso periferico che fungerà da trasportatore dello stimolo/riflesso ricevuto, in tutto il corpo.
Se urti un mignolo contro lo spigolo del comodino non sentirai il dolore localizzato nel piede, ma tutto il resto del corpo si attiverà per ristabilire l’armonia, l’equilibrio, il benessere; se doni benessere massaggiando un singolo punto, tutti gli altri punti rimarranno attenti e vigili nel ricevere la propria porzione di rilassamento ed input benefico.

Plantare

Quando seguii il primo corso, da neofita ero convinto, ascoltando questa parola, che si parlasse anche di strumenti di ortopedia  .
La parola “plantare” faceva riferimento ai piedi, questa parte del corpo misteriosa, che nessun fisico, biochimico, ingegnere, architetto è capace di riprodurre alla perfezione. Una parte così piccola in proporzione al resto del corpo ma che comunque ci permette di rimanere eretti, di camminare, di correre, di stare seduti, di guidare, di giocare.
Più di 100 legamenti, più di 7000 terminazioni nervose per piede, 100 litri di sangue pompati insieme nell’arco della giornata, 1 litro di sudore espulso in un giorno: piedi, non solo numeri ma meraviglia dentro la meraviglia che rappresentiamo. Da subito compresi che massaggiare i piedi mi permetteva di massaggiare in modo indiretto tutto il corpo. [Esistono anche altri tipi di riflessologia: facciale, palmare, ndr]

Armonica

Dopo quasi 5 anni di massaggi ancora oggi rimango esterrefatto di fronte alle reazioni benefiche raccontate dalle persone massaggiate, come il ciclo del sonno che si regolarizza, o la digestione che si normalizza, il senso di leggerezza ed il buon umore che sopraggiungono, arriva così l’armonia, obiettivo primo ed ultimo della riflessologia. La tecnica che mi è stata insegnata e che utilizzo durante i trattamenti ha viaggiato per mari e monti, partendo dalla Cina nel 3000 a.C. (da fonti scritte) passando per l’India, per l’Egitto, per la Grecia, per l’Italia, per la Germania, arrivando negli Stati Uniti. Le fonti orali raccontano che la Riflessologia è nata con l’essere umano, con il suo bisogno di contatto e di sentirci in contatto con gli altri.

Non è solo tecnica, è molto di più

Ogni giorno mi accorgo di come la tecnica appresa si confonda e si mischi con il mio sentire, le ispirazioni delle mani che massaggiando i piedi sperimentano nuovi tocchi, nuove pressioni che fanno nascere due sorrisi: uno sul mio volto ed un altro sul viso di chi riceve il massaggio.
Qualunque dottrina tu stia ricevendo o praticando, chiediti da dove arriva, che origini ha e come funziona, ma tieni sempre nel cuore dove ti possa portare se glielo permetti: all’armonia del tuo essere!

 

 

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